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GINGILLINO

Olbia, 03.11.2026
Hai il terrore persino di allungare le mani, perché Gingillino è tutto rotto, un mosaico di costole frantumate e ossa fragili che temi possa andare in frantumi solo a sfiorarlo.
La testa ha preso un colpo spaventoso. Gli occhietti ruotano a trecentosessanta gradi, persi nel vuoto di un buio fitto: per adesso il piccolo non vede nulla del mondo che lo circonda.
Eppure in mezzo a questo strazio, accade l’incredibile. Gingillino mangia. Mangia da solo.
Sente l’odore della mousse della Royal, allunga il musetto e la divora con una fame rabbiosa, disperata, pulita. Pesa pochi etti, è un soffio d’aria, ma quest’anima minuscola ha una potenza che ti strappa il petto e ti ruba il cuore per sempre.
Non sappiamo cosa gli riserverà il domani, il trauma neurologico c’è e fa paura. Ma guardarlo combattere per ogni singolo boccone ti rimette in pace con la vita e ti fa capire che finché lui non molla, noi non molleremo mai.
È un Gingillino di nome e di fatto: un tesoro fragile e prezioso, che merita tutto il nostro amore.
Forza, piccolo leone cieco.

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